Generazione Settanta. Storia del decennio più lungo del secolo breve (1966-1982)” di Miguel Gotor è un’opera storiografica che si propone di analizzare e raccontare in modo approfondito il periodo che va dall’alluvione di Firenze del 1966 alla vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio del 1982. Gotor non si limita ai confini cronologici strettamente intesi degli anni ’70, ma estende il suo sguardo per cogliere le premesse e le conseguenze di quel decennio così cruciale per la storia italiana.

Il libro esplora gli anni Settanta come un periodo di profonde e complesse trasformazioni sociali, politiche ed economiche. Gotor analizza le radici e gli sviluppi di fenomeni centrali come:
- La contestazione giovanile e operaia: Partendo dagli “angeli del fango” di Firenze, il libro ripercorre il fermento che animò le università e le fabbriche, spingendo verso nuove forme di protagonismo generazionale e sociale, contestando i valori borghesi e l’immobilismo politico.
- La strategia della tensione e lo stragismo: Un’ampia parte è dedicata all’oscuro periodo delle stragi neofasciste e degli attentati che insanguinarono il paese, cercando di delineare le responsabilità e gli intrecci con apparati deviati dello Stato.
- La lotta armata: Gotor analizza l’emergere e l’evolversi del terrorismo di matrice politica, sia rosso che nero, con particolare attenzione al rapimento e all’omicidio di Aldo Moro, evento spartiacque che segnò profondamente il destino dell’Italia.
- I movimenti sociali: Il libro dedica spazio anche al movimento del Settantasette e all’emersione del femminismo, evidenziando le istanze di cambiamento e le nuove sensibilità che si facevano strada nella società.
- Il contesto internazionale: Gotor sottolinea come le vicende italiane fossero strettamente intrecciate con il contesto globale della Guerra Fredda e le dinamiche internazionali.
L’approccio di Gotor è quello dello storico, non del testimone, e si basa su un’ampia documentazione e una profonda analisi critica. L’autore cerca di fornire una sintesi organica di un periodo spesso interpretato in modo frammentato, ponendo l’accento sulle contraddizioni di una modernizzazione incompiuta e sulle violenze che ne furono conseguenza. Il suo obiettivo è sia parlare a chi ha vissuto quegli anni, sia offrire alle nuove generazioni gli strumenti per comprendere le radici del presente.
Nonostante le sfide di una materia così densa e complessa, il libro è scritto con un linguaggio che cerca di essere accessibile, sebbene alcune critiche abbiano rilevato una certa densità e una preferenza per un linguaggio formale. “Generazione Settanta” si presenta come un saggio fondamentale per chiunque voglia approfondire e confrontarsi con uno dei periodi più turbolenti e decisivi della storia recente italiana.
