UNA VITA TRANQUILLA. Latitanza e cattura, Incontro con Giacomo Di Girolamo, intervista di Pablo Sole

“Una vita tranquilla. Latitanza e cattura, verità e misteri di Matteo Messina Denaro” di Giacomo Di Girolamo e Nello Trocchia è una ricostruzione fedele e dettagliata degli anni della latitanza, in particolare della fase finale, e della cattura di Matteo Messina Denaro, l’ultimo padrino di Cosa Nostra.

Il libro parte da una scena quasi cinematografica: i Carabinieri, mentre cercano di piazzare una microspia nella casa più intercettata d’Italia, trovano un foglietto nascosto nella gamba di una sedia. Quel foglietto contiene appunti sulla cartella clinica di un uomo gravemente malato, che si rivelerà essere Matteo Messina Denaro. Da lì, in un solo mese, le forze dell’ordine rintracciano e arrestano Andrea Bonafede, ovvero il boss latitante da trent’anni.

Il testo indaga come un uomo che aveva fatto della riservatezza e dell’invisibilità la sua forza, abbia poi condotto una “vita tranquilla” a pochi chilometri da casa sua, tra supermercati, barbieri e frequentando ambienti in cui era riconosciuto per la sua cordialità. Il libro si propone di porre domande e cercare risposte sui misteri e le anomalie che circondano la latitanza e la cattura di Messina Denaro, andando oltre le versioni ufficiali e cercando di capire come sia stato possibile che un criminale così ricercato si sia nascosto “in bella vista” per così tanto tempo.

Gli autori, due giornalisti esperti di mafia, non cadono in ricostruzioni sensazionalistiche, ma presentano fatti e cronache, lasciando aperte le questioni irrisolte e sottolineando il diritto e il dovere del giornalismo di continuare a interrogarsi su una storia che, nonostante la morte del boss, presenta ancora molti punti oscuri.

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